Chi sono?

Si può nascere per “colpa” di una moto? Beh, se è possibile a me è successo.
 
Una giovane ragazza torinese si trova in un bar e deve tornarsene a casa. Sono gli anni 70 e le si avvicina un affascinante ragazzo moto-dotato che le propone un passaggio.

Flash forward al 1989 e…eccomi qua!

iopiccolo

Mi viene dato il nome Niccolo’, mi raccomando con due C. Avrei preferito Valentino, o Barry, o Guy.
Ma tant’è, poi mio fratello si chiama Max quindi l’ho scampata per un pelo.

Muovo i “primi passi” in sella ad una moto con un SWM 50, nelle zone industriali vicino casa.
Che belva, eh?
Che belva, eh?
Poi, a 14 anni, il primo motorino: Phantom F12 Malaguti, il sogno di ogni ragazzino.
L'unico abbigliamento protettivo: il polsino.
L’unico abbigliamento protettivo: il polsino. Notare le borchie al polso.
A 16 anni arriva la moto “vera”: Honda CBR 125 “R” (Racing?), moto che di sportivo aveva solo il suono dello scarico ma con la quale inizio a fare i primi giretti.
Quando 13 cavalli bastavano!
Quando 13 cavalli bastavano!
E con i primi giretti arriva anche la prima (e ultima, per fortuna) caduta: un Ciao decide di tagliarmi la strada e io, frenando in modo troppo energico, mi tiro la moto in testa.
Io ero un po' più danneggiato, ma vi risparmio la visione.
Io ero un po’ più danneggiato, ma vi risparmio la visione.
Niente di rotto, braccia tutte sbucciate e una estate passata non proprio in forma. E dire che la giacca l’avevo, eh. Ma dovevo andar solo fino a lì, mica mi serviva…

E lì la folgorazione: PER ANDARE IN MOTO OCCORRE L’ABBIGLIAMENTO ADATTO.

Mentre rimugino su questo pensiero, a 18 anni arriva la prima moto grossa: Kawasaki Z750. Un icona, un mito, un bestione da domare.
Uno dei primi giri "al passo"
Uno dei primi giri “al passo”
E con una moto così…serve la tuta in pelle! Mi reco nel paradiso di ogni motociclista modenese che si rispetti, il negozio Oram di Modena.
E mentre sto pagando la tuta (il mio regalo di compleanno!) provo a chiedere al titolare se per caso avessero bisogno di una mano. E’ fatta: di lì a pochi giorni sarei stato arruolato nelle fila dei commessi Oram.
Ero un bell'ometto. Niente da dire.
Ero un bell’ometto. Niente da dire.
Ricordo ancora il primo giorno: 9.00 in punto e sono già intento a spolverare costosissimi e coloratissimi caschi con sguardo adorante.
L’estate passa tra scatoloni da scaricare, caschi da spolverare e tante (troppe) cose da imparare su questo meraviglioso mondo: l’abbigliamento da moto. Roba che uno pensa semplice, banale, scontata ma… Non è così! E più mi formo, più capisco quanto l’importanza dell’equipaggiamento sia sottovalutata.
Un giorno, sempre per caso, decido di coniugare il mio lavoro con un’altra grande passione: i computer e l’informatica in genere. Prendo la macchinetta fotografica di mio papà e giro un brevissimo video “stile spot pubblicitario” all’interno del punto vendita. Al titolare piace e così decide di farmi dare un’occhiata al neonato sito web dell’azienda.
Da lì, l’espansione: decidiamo di comune accordo di aprire il canale YouTube girando i primi video tematici sui prodotti in vendita. Qualcosa di nuovo, almeno per il mercato italiano. Continuiamo così per 6 lunghi anni, arrivando ad aprire una Web Agency dedicata nella quale ricopro il ruolo di Webmaster e responsabile Marketing. Proviamo, sperimentiamo, scopriamo. Ad oggi il canale ha più di 450 video e 670,000 visualizzazioni, numeri di tutto rispetto per un mercato così “di nicchia” come quello dell’abbigliamento ed accessori moto.
Passano gli anni, cambiano le moto: dalla Z750 alla più sportiva ZX-636 per approdare poi alla “turistica” F800S di BMW.
coliseran
Nel 2014 mi laureo in Giurisprudenza: durante tutto il periodo di lavoro avevo sempre coltivato questo “hobby” dell’università e finalmente dopo 6 lunghi anni arriva l’agognato pezzo di carta.
Libero da impegni accademici, decido di provare qualcosa di nuovo: a Novembre 2014 mi trasferisco a Melbourne, in Australia.
Giornata SBK a Phillip Island: più vicino di così...
Giornata SBK a Phillip Island: più vicino di così…

Lì inizio la mia carriera australiana vendendo contratti di elettricità porta a porta. Qualcosa di nuovo, che però non mi soddisfa: dopo aver lavorato per un po’ come cameriere in un ristorante italiano approdo finalmente in un ambiente a me familiare: il negozio Peter Stevens di Melbourne.

Vengo assunto come commesso e (flashback) mi ritrovo nuovamente a spolverare caschi. Il negozio è immenso e stupendo, parte della più importante realtà di vendita moto e abbigliamento di tutta l’Australia.

Il mio manager viene a conoscenza di quello che facevo in Italia e mi organizza un incontro con il responsabile. Di lì a poche settimane mi viene offerta la possibilità di lavorare nel reparto Web Sales alla sede centrale, situata ad una quarantina di chilometri dal centro città.

Accetto con entusiasmo (anche perché, nel mio contratto, è incluso l’uso di una fantastica Suzuki V-Strom 1000!) e mi lancio in questa nuova avventura.
Un bimbo felice, sulla costa vicino ad Altona (Melbourne).
Un bimbo felice, sulla costa vicino ad Altona (Melbourne).

Avventura che, purtroppo, dovrò volontariamente terminare dopo qualche mese per fare ritorno alla mia terra d’origine. La volontà di lavorare per una eccellenza italiana scalpita in me e decido, con sommo rammarico, di fare ritorno in Italia. Non ero ancora pronto a trasferirmi in pianta stabile, ma l’Australia rimane una terra a cui sono profondamente legato.

Dopo qualche mese passato a ri-ambientarmi, inizio a collaborare con alcune realtà di spicco tra i produttori di abbigliamento ed accessori moto.
Noto quanto ci sia bisogno di idee nuove, di un nuovo stile con cui trasmettere la qualità e tecnicità dei prodotti dediti a salvare “la pelle” del motociclista.
E lì la decisione: ci vuole qualcuno deciso a dedicare la sua vita (lavorativa, s’intende) a questo.

Così nasce MotoHero.

 

Non certo perché io sia un eroe, ma perché è tra le moto che i miei “poteri” vengono a galla. Mossi da una grande passione, la stessa necessaria per lavorare in un ambiente così a volte complicato e che sta attraversando momenti non facili.

And now…let’s ride!

 

– Niccolo’